Non vi parlerò dei nuovi talenti, i loro nomi sono ben noti persino ai non esperti del settore, anche se a mio parere il vero e unico “enfant prodige” è stato Pierre Hermé, un pasticcere che poco più che ventenne era già alla guida della prestigiosa "Maison Fauchon" di Parigi.In Italia, invece, il titolo di “enfant prodige” è impropriamente attribuito a molti pseudo-maestri solo perché si esibiscono in varie occasioni fieristiche.
Ma torniamo alla realtà delle cose e alla storia. Non posso non partire che da Giuseppe Ciocca, uno dei più grandi maestri dei primi del ‘900: i suoi libri da manuale, editi da Hoepli, hanno contribuito alla formazione di migliaia di pasticceri, confettieri e cioccolatieri e sono ancora oggi considerati indispensabili per i professionisti. Uno su tutti, “Il Pasticcere e Confettiere moderno” del 1907.
Negli anni ’50 uno dei più grandi è stato senza dubbio Franchiolo Pedro, vi invito a cercare le sue performance su Youtube, vi stupirà.
Un altro maestro che ha lasciato il segno è Guido Bellissima, scomparso nel 1991. Senza di lui l’arte della ghiaccia reale non avrebbe avuto seguito con maestri come Achille Brena, Graziano Giovannini, Vittorio Borgonovo, Mauro Morandin, Stefano Mantero, Roberto Bernasconi, Ugo Casalini, Ferruccio Grassi e l’amico Diego Crosara che a mio avviso su quest’arte dovrebbe fare più scuola.
Naturalmente la lista di maestri decoratori è molto lunga e nonostante questa immensa tradizione artistica siamo stati capaci di importare il cake design!
Spesso dico di essere stato il primo a fare scuola ma in realtà non è così. L'antesignano è stato Renato Scalenghe nella sua bottega: è grazie a lui e Bellissima che nascono il vero concetto di scuola e di corso di perfezionamento.
Ho conosciuto personalmente Renato nel 1982 a Rimini quando vinse al Sigep con il panettone decorato. L’anno successivo, quando fui io a partecipare con un lavoro in zucchero, mi chiese: “Chi sei? Dove hai imparato a lavorare così lo zucchero? Vai ai avanti che farai strada”. Per quest'incoraggiamento ringrazio ancora oggi questo grande maestro, ahimè scomparo troppo presto.
Proseguo con Fulvio Scolari, 90 anni compiuti e pasticcere completo. È stato a capo dei pasticceri della catena alberghiera CIGA e autore di vari libri, dimostrandosi un appassionato insegnante di pasticceria e gelateria al Politecnico del commercio di Milano e docente in tantissimi corsi di perfezionamento in giro per l’Italia.
Altri nomi da non dimenticare sono Mario Morri, riminese, per anni ha guidato la scuola della Fugar; Giovanni Rigato della pasticceria Embasy di Padova e i due fratelli Olindo e Alessandro Meneghin che sono stati fra i primi a esportare la tecnica del panettone nei paesi asiatici
Silvano Lullini, invece, che lavorava da Salza a Pisa, fu un grande pasticcere e meritevole è il suo libro fotografico “Arte Nuova Dolciaria”, se doveste trovarlo vi consiglio di prenderlo.
In Sicilia, terra di grandi dolci, ho conosciuto Angelo Lauria, un grande artista e grande persona, purtroppo scomparso. E che dire di Saretto Pappalardo? Un pasticcere-tecnico e innovativo, schivo e umile ma di grandi conoscenze soprattutto nel marzapane.
Mi piacerebbe che ognuno di voi aggiungesse nomi di pasticceri che non hanno avuto un dovuto merito di riconoscimento ma, vi prego, non nominate Massari: indubbiamente ha fatto delle buone cose ma non è assolutamente il maestro dei maestri come tanto decantato.
Rossano Boscolo