La scommessa ambiziosa della Fondazione Coquinaria Boscolo mette a sistema il patrimonio dell’arte culinaria italiana

Umberto Eco, in un articolo del 2009, rifletteva sulla labilità dei moderni supporti d’informazione: “foto, pellicole, dischetti, cd-rom e dvd sono utilissimi ma non sappiamo quanto durino, mentre i vecchi libri sono garanzia di memoria quando questi andranno in tilt”.
Secondo Eco i libri, specie quelli che riescono ad attraversare i secoli, ci ricordano l’importanza di puntare non solo alla diffusione dell’informazione ma soprattutto alla sua conservazione, aspetto sempre più trascurato dall’imperativo della cultura digitale inchiodato a contenuti “usa e getta”.
In quest’ottica ha preso forma la Biblioteca e Museo della Cucina, un’iniziativa ambiziosa che punta a mettere a sistema uno straordinario corpus di testi gastronomici.
Il progetto prende il via da una delle più complete collezioni private di testi antichi sulla cucina, oggi confluita nella fondazione Coquinaria Boscolo e che include edizioni originali dal Cinquecento in avanti.
Grazie alla partecipazione del Campus Etoile Academy, la Biblioteca e Museo della Cucina ha trovato uno sbocco concreto: dopo anni di gap, l’Italia si vede finalmente restituito il primato culturale di quei tanti chef-scrittori che hanno fatto scuola in tutta Europa. Tutti i testi antichi sono stati digitalizzati per permettere la più ampia fruizione possibile.
Al patrimonio libraio fa da contraltare una ricca collezione di oggetti e minuterie dell’arte culinaria: attraverso un percorso espositivo curato nei minimi dettagli, il visitatore vedrà scorrere davanti agli occhi le principali tappe della cucina e della pasticceria, una storia fatta di continuità e punti di rottura.