Una quarantina di ragazzi del rinomato ABF di Clusone protagonista di una giornata fuori dal comune

Un’emozione forte, un’esperienza unica che spalanca nuovi orizzonti sul futuro culinario di tante giovani menti: così gli studenti dell’Azienda Bergamasca Formazione – CFP di Clusone, in provincia di Bergamo, descrivono la gita fuori porta al Campus Etoile Academy avvenuta mercoledì 21 marzo e culminata con lo showcooking dello chef Simone De Siato.

A farsi portavoce dei gruppo di studenti è Marco, 17 anni e iscritto al terzo anno: “E’ la prima volta che visitiamo una realtà simile. Entrare nei laboratori dell’Etoile ci ha fatto subito percepire l’alto livello di professionalità. Ogni piccolo dettaglio è stato perfetto. Mi hanno colpito molto l’armonia e il rigore della brigata, capace di comunicare pur nell’assoluto silenzio”.

“Il contesto del Campus Etoile Academy ha lasciato tutti con il fiato sospeso – spiega la professoressa Elena Scandella -. Durante la dimostrazione di cucina, in un primo momento i nostri ragazzi erano un po’ intimoriti ma lo chef De Siato è stato bravissimo nello sciogliere il ghiaccio e coinvolgerli in una lezione a dir poco interattiva . Di particole valore è stato essere accolti da uno staff giovane e preparato, mi riferisco agli stagisti e agli assistenti; questo approccio meritocratico ci ha fatto capire che impegno e sacrifici ripagano a prescindere dalla giovane età”.

Motivare i ragazzi e incentivarli a puntare al massimo sono i due capisaldi della didattica del ABF di Clusone, una scuola professionale che negli anni si è conquistata fama e credibilità nel bergamasco e che, periodicamente, sforna talenti (ultimo Michele Lazzarini, sous chef dello stellato Norbert Niederkofler). “Su una classe di venti ragazzi è chiaro che non tutti saranno destinati all’alta ristorazione ma sono tanti quelli che proseguono dritti per i loro obiettivi, scegliendo percorsi formativi di prestigio”, prosegue la professoressa.

“La nostra è una realtà pubblica particolare, non del tutto assimilabile agli istituti statali – precisa -. Beneficiamo di risorse regionali e questo ci consente di avere maggiore autonomia e di puntare sugli aspetti pratici con 14 ore a settimana di laboratorio”.