Il 17 giugno abbiamo chiuso in bellezza gli ultimi appuntamenti dei corsi amatoriali prima della pausa estiva. Si torna in aula il 9 settembre con la doppietta “Secondi piatti di pesce e carne” e “Pane, pizza e focacce” (compila il form se vuoi ricevere maggiori info).

Ogni mese, generalmente di sabato, il Campus Etoile Academy offre la possibilità a tutti gli appassionati di cucina di vivere un’esperienza unica: un workshop pratico di sei ore condotto dagli chef della scuola e al termine del quale viene rilasciato un attestato di partecipazione. Far indossare per un giorno i panni da aspirante chef anche ai non esperti, apprendendo trucchi, ricette e tecniche, è l’obiettivo dei laboratori.

Tra le entusiaste partecipanti c’è Antonella Pace, mamma, giornalista e insegnante. Originaria di Monte Romano, si è trasferita da qualche anno a Orvieto con la famiglia. Progetta di aprire un food blog e dunque non stupisce che di se dica “fotografo e racconto i piatti della mia vita”. Le abbiamo chiesto di raccontarci le sue impressioni prima e durante il corso sui “Secondi piatti di pesce e carne”. Eccole:

“Sono le otto, mattina presto, parcheggi, ti avvicini al Campus con un passo lento di chi ha una sorta di riverenza e anche timore nell’affrontare una giornata di cui non sa niente. “Allora vediamo dove è l’entrata”,pensi. Le porte si aprono e tu entri in un altro mondo, come se avessi superato una passaggio temporale, l’odore di pasticceria ti accoglie e ti inebria mentre in sala i tuoi occhi sono rapiti da stufe, attrezzi da cucina di altri tempi da cui non riesci a staccare gli occhi: catapultata in un altra dimensione dove scompare il tempo, la fretta e la frenesia.

Poi arrivano i cuochi: tour conoscitivo della struttura, ecco le sale, della cucina, della pasticceria. Ecco l’orto, ecco i gli aspiranti pasticceri che un po’ dosano, un po’ impastano, un po’ scherzano sotto lo sguardo attento dello Chef.

Arriviamo alla nostra cucina, ci aspettano grembiuli e ricettario: si comincia. Si inizia con la prima ricetta e mentre gli chef parlano e spiegano tu all’inizio neanche riesci a seguirli perché i tuoi occhi e la tua mente sono totalmente rapiti dalla maestria con cui sminuzzano, soffriggono, spadellano e impiattano.

Poi tocca a te, un po’ impacciata, mani sudate, volto titubante cerchi di fare la stesso con loro che con pazienza e bravura ti instradano, spiegano, guidano. Poi ancora seconda, terza, quarta, quinta ricetta tra un riso, uno spaghetto, quattro chiacchiere e un buon vino.

Siamo alla fine, foto di rito, consegna attestati, saluti mentre vorresti rimanere perché intanto hai conosciuto persone meravigliose, perché hai iniziato a capire come si fa e vorresti continuare, perché avresti ancora mille domande da fare agli chef, perché sei stata bene, perché per un giorno tutto il resto è scomparso e c’eri solo tu, un buon piatto, un calice di vino e un sorriso. Tornerò”.

Ph. Credit: Candita Turchetti (@Igers Lazio)