La cucina italiana sta vivendo un periodo di massimo splendore in tutto il mondo, a tavola l’italian lifestyle non ha rivali per la sua capacità di amalgamare ingredienti salutari e cultura gastronomica.

“Ad essere apprezzate non sono solo le nostre materie prime di qualità ma c’è una grandissima richiesta soprattutto del nostro know-how, quindi di tutto quel bagaglio di conoscenze ed esperienze difficilmente replicabili in un altro Paese” spiega Rossano Boscolo, rettore della più antica scuola di cucina e pasticceria del Belpaese, il Campus Etoile Academy di Tuscania.

Secondo l’US Bureau of Labour Statistics, una delle principali agenzie americane che si occupa di statistiche ed economia del lavoro, nel 2018 il cuoco sarà il mestiere più richiesto al mondo.

Ma quali caratteristiche deve avere uno chef per raggiungere il successo e qual è, step dopo step, la strada da seguire per chi sogna in grande ma non sa da che parte cominciare? Abbiamo ripercorso la carriera dei migliori chef d’Italia scoprendo che il filo conduttore è unico. Vediamolo insieme:

1. Passione e umiltà sono gli ingredienti che non devono mancare. Solo chi ha un amore incondizionato per ciò che fa può resistere alla fatica di stare in piedi per ore a spadellare. Come in una grande orchestra, ciò che conta per la riuscita di un buon piatto è l’armonia delle parti. La cucina è un lavoro di squadra, per amalgamarsi con gli altri e spiccare un giorno il volo, bisogna imparare a volare basso.

2. Sperimenta e impara dagli errori: la voglia di fare, coniugata a un pizzico di curiosità, è l’arma vincente. Dalle cucine stellate risuona il motto “non arrendersi mai di fronte alle difficoltà”. Con una buona dose di autocritica bisogna saper riconoscere anche i propri sbagli e ripartire a testa alta.

3. Frequenta una scuola di qualità: oggi la partita della formazione fa davvero la differenza. Quando si parla di fornelli la favola dell’enfant prodige ha durata breve, tantomeno si può far affidamento sulle competenze acquisite da autodidatta. Per emergere in questo campo bisogna avere solide conoscenze tecniche e scientifiche e, soprattutto, avere la possibilità di metterle in pratica. Pollice in su, quindi, per gli istituti formativi che, oltre alla teoria, prevedono tante ore di laboratorio.

4. Costruisci solide basi: i piatti gourmet e sofisticati poggiano su principi basilari ed elementari, per questo è indispensabile avere ben chiaro l’abc della cucina: la conservazione degli alimenti, i metodi e materiali di cottura, i fondi e le salse, i tagli delle carni e degli ortaggi sono argomenti centrali nella formazione di uno chef.

5. Ottieni una Qualifica Professionale: nella scelta di corso di alta formazione è bene sapere che c’è una sostanziale differenza tra le scuole che rilasciano un semplice attestato di partecipazione e quelle che, invece, approdano a una vera e propria Qualifica Professionale riconosciuta dalla Legge n. 845/78 e riconoscibile a livello europeo. In altre parole non solo la scuola deve essere accreditata come Ente formatore, ma è necessario che siano accreditati anche i programmi dei corsi proposti.

6. Fai esperienza con un tirocinio: le brigate di cucina hanno una gerarchia molto rigida ma offrono anche rapide opportunità di crescita. La gavetta è l’inevitabile porta d’accesso per scalare il successo, bruciare le tappe non ha molto senso, se non quasi impossibile. Per raggiungere la vetta e diventare executive chef può far gioco scegliere una scuola che dia la possibilità di fare un stage curriculare presso strutture rinomate in modo da poter contare su un canale privilegiato d’accesso al lavoro.

7. Non stravolgere la tradizione: l’ossessione del nuovo e del creativo a tutti costi a lungo stanca, il segreto del successo è la semplicità. La tradizione culinaria italiana, con il suo sfaccettato ventaglio di piatti regionali, è uno dei patrimoni gastronomici più corposi e imitati al mondo. Solo chi conosce a fondo la tradizione può riuscire a reinventarla.

8. Metti al centro cliente: non dimenticare che l’obiettivo del tuo lavoro è far felice chi mangia. Questo vuol dire anche sapersi misure con i nuovi trend e sui bisogni dei consumatori che evolvono. Gli esperti prevedono una cucina sempre più orientata verso un più ampio concetto di salute e benessere. Corsi di alta formazione che offrono una specializzazione in tal senso danno sicuramente un valore aggiunto allo chef professionista.