“Se non fosse stato per la borsa di studio e per l’amore per la mia terra d’origine, Ornavasso, oggi non sarei qui a Tuscania a indossare la prestigiosa divisa della scuola di cucina più antica d’Italia”.

A parlare è Emilio, 26 anni, uno dei tre vincitori della prima edizione del concorso “L’Etoile che meriti“, la cui finale si è disputata lo scorso 24 marzo. Emilio ha da poco iniziato il corso di alta formazione per diventare cuoco, una passione che ha ereditato dallo bisnonno e che spera che lo condurrà un giorno a realizzare il suo progetto: aprire un ristorante.

“Da un po’ di tempo ho preso l’abitudine di aggiornarmi sugli eventi dell’Etoile grazie ai social e così sono venuto a conoscenza dell’iniziativa e mi sono detto che forse poteva essere la mia occasione. Mi sono preparato molto sul piatto, provandolo e riprovandolo. La ricetta che ho presentato (tagliolini freschi saltati con prosciutto crudo, zabaione salato e tuorlo marinato) segue un preciso filone territoriale per quanto riguarda la scelta di materie prime profondamente legate alla tradizione piemontese, in particolare alla provincia di Verbania: dalla farina al prosciutto crudo passando per il Tarlàp utilizzato per lo zabaione, ogni ingrediente è un omaggio alla mio territorio. Credo che questa mia ricerca abbia giocato a mio favore anche se, in tutta onestà, non mi aspettavo di farcela, gli altri concorrenti erano molto preparati mentre il mio piatto faceva leva sulla semplicità ed è stata forse questa la mia arma vincente. Quando lo chef Rossano Boscolo ha pronunciato il mio nome sono rimasto spiazzato”.

Maturità classica, due anni alla facoltà di Farmacia e poi la laurea in Tecniche di Radiologia: il percorso di studi di Emilio è, almeno in apparenza, quanto di più lontano si possa immaginare per un aspirante chef. “Da studente mi sono approcciato alla cucina come a un qualsiasi lavoretto part-time nel ristorante di mio zio. Poi le cose hanno preso una piega diversa e ho scoperto un amore infinito per questo mondo. Ho fatto esperienza in sala e in ristoranti più grandi e strutturati perché sentivo di avere un grande bisogno di imparare cose nuove. Avevo le idee ben chiare: avrei continuato a lavorare sodo per mettere i soldi da parte e potermi pagare un corso di formazione presso un istituto prestigioso come il Campus Etoile Academy, un progetto per il quale avrei dovuto aspettare almeno qualche anno prima di. Poi il 24 marzo è cambiato tutto: come in un film mi sono ritrovato a vivere una favola. Ho iniziato la mia avventura da allievo chef in un posto fantastico, non potevo desiderare di meglio. Ora si fa sul serio”.