Relegate per secoli all’ombra di un mondo tradizionalmente maschile, oggi le donne sono le protagoniste agguerrite di una nuova scena gastronomica: il gentil sesso si sta scrollando di dosso il suo ruolo subordinato, le chef fanno carriera, diventano executive e c’è pure chi conquista le stelle. Certo, le quote rosa nell’alta ristorazione sono ancora una minoranza ma il vento sta cambiando.

Lo dimostrano le nuove leve del Campus Etoile Academy: di anno in anno l’esercito femminile è sempre più numeroso tanto che nelle classi di Pasticceria ha preso il sopravvento rispetto ai colleghi uomini.

Le giovani donne che oggi frequentano i corsi di alta formazione di Cucina e Pasticceria all’Etoile sono perfettamente consapevoli di ciò che le aspetta. “Sappiamo che è un mestiere duro e sfiancante anche da un punto di vista fisico. Avremo le caviglie gonfie e mal di schiena ma questo non ci fa paura. A chi dice che per farci valere dobbiamo dimostrare di essere brave come un uomo rispondiamo che si sbaglia, perché la cucina è donna“.

“Abbiamo innate doti come l’eleganza e l’attenzione al dettaglio”, dice Giorgia che a fine corso presenterà una tesina sui personaggi femminili che hanno segnato la pasticceria.

“Sappiamo miscelare forza e finezza in un unico gesto”, aggiunge Anna.

“Andiamo oltre le discriminazioni di genere affermando che la cucina è di tutti, è di chi sa guadagnarsela”, incalza Claudia.

“Possiamo fare la voce grossa anche se siamo piccole di statura. Il rispetto e l’autorità non si misurano con il centimetro”, spiega Imma.

“Diamo quel tocco di armonia e gusto nell’impiattamento” dice Carlotta.

“Forse – azzarda Simona – perché ci mettiamo più sentimento in quello che facciamo”.

Per Ilaria, futura chef e figlia di una capopartita, “il bello di una cucina al femminile sta nella capacità di mediare i conflitti. Le donne sanno ascoltare e la diplomazia è dote fondamentale per mantenere gli equilibri in una brigata”.

“Siamo ordinate e disciplinate – aggiunge Letizia che sul piano lavorativo non teme affatto il confronto con i colleghi uomini -.  È sbagliato in partenza pensare che una donna debba per forza essere in una condizione di svantaggio. Io non ci sto”.

“Giustissimo – prosegue Annalisa – abbiamo tutto il diritto di guardare al futuro a testa alta ma c’è ancora tanto da fare. In cucina siamo ancore poche e bisogna continuare a valorizzare la nostra figura partendo proprio dalla formazione”.