Francesco Pruneddu, in arte @ch_ecco su Instagram, 32 anni, oristanese, è un food photographer.
Ma non di quelli che “ritraggo un piatto e lo metto su Instagram come fanno tutti”.
No, @ch_ecco è diverso, ha uno stile tutto suo, inconfondibile che ha catalizzato l’attenzione di migliaia di followers.
A fare la differenza, la sua passione sfrenata per la food photography che nasce e cresce grazie a Instagram, scoperto nel 2012.

“Se inizialmente non avevo uno stile definito, e quindi mi divertito a fotografare tutto ciò che mi colpiva – racconta Pruneddu – col tempo ho capito che sviluppare un tema e studiare un unico soggetto mi avrebbe appagato molto di più. Certo, aver scelto il cibo non mi ha certo agevolato le cose, non essendo un tema semplicissimo. Dalla mia ho però il fatto che mi piace tanto studiarci su”.

In un’epoca come quella attuale, intasata di immagini, come riesci a non annoiare con uno scatto ma, anzi, al contrario, come arrivi a far nascere un’emozione?
Ritengo che emozionare attraverso la food photography sia un’impresa abbastanza ardua.
Col passare del tempo ho capito che le foto di cibo capaci di comunicare qualcosa in più sono quelle in cui compare l’elemento umano.
D’altro canto è vero anche che, in un mondo tutto sommato piccolo, come quello di Instagram, è facile rivedersi o ispirarsi a qualcuno. Scivolare nell’imitazione è quindi semplice ma, se si mantiene un proprio stile, questo riesce ad emergere comunque.

Secondo te qual è il segreto per “catturare” un’immagine vincente, che funzioni sui social?
Credo che lo scatto vincente sia quello che racconti qualcosa dell’autore. Ci si può esprimere in tanti modi, dal taglio della foto ai colori scelti durante l’editing. Col tempo la coerenza stilistica sarà sicuramente apprezzata.

Al contrario, invece, cosa consiglieresti di evitare nelle foto che hanno il cibo come soggetto?
Sconsiglio sempre di inserire oggetti e/o utensili che c’entrino poco con la composizione.
Alcune composizioni sono belle perché leggere e minimal.
Su Instagram si vede un po’ di tutto, e la guerra all’ultimo like fa sì che anche composizioni agghiaccianti abbiano comunque tanto riscontro. Ciò non significa, tuttavia, che siano i “mi piace” a determinare la bellezza dello scatto.

Tra tutti, quali cibi preferisci fotografare?
Amo i dolci e, nello stesso tempo, mi piacciono le sfide, per questo continuo a provare e sperimentare nuove ricette. Se poi viene tutto bene si passa al tavolo in legno per scattare col giusto sfondo. Mi piace tanto fotografare il tavolo dall’alto della sedia, mentre gli altri iniziano ad impiattare qualcosa o semplicemente a versare del vino nei calici. Il cibo è lì, c’è comunque, costituisce l’essenza stessa della tavola.

Con i tuoi numerosi seguaci sei diventato, indubbiamente, un food influencer su Instagram.
Come hai fatto a raggiungere questo successo e, soprattutto, quali sono i vantaggi?
Influencer , in realtà, non mi ci sento per nulla.
Devo però dire che i numeri raggiunti mi hanno reso visibile ad alcune aziende del settore “food” (ma non solo), con le quali è stato possibile instaurare collaborazioni mirate ad alcune campagne pubblicitarie.
I veri vantaggi, oltre alle occasioni di lavoro concreto, stanno nello stimolo per migliorarsi che queste occasioni offrono.

(Intervista a cura di Iger Lazio)