Un futuro da chef
Sono sempre di più i giovani che vogliono diventare chef e, stando ad alcune statistiche statunitensi, quello del cuoco è, attualmente, il mestiere maggiormente richiesto al mondo. Un’ottima notizia, dunque, per tutti i ragazzi che si apprestano a intraprendere questa carriera e a farsi le ossa in una scuola di cucina d’eccellenza, capace di formare veri professionisti e che nulla ha a che vedere con i tanti corsi per amatori.

La distinzione, infatti, è d’obbligo perché dedicarsi alla cucina è diventata ormai anche una vera e propria moda “alimentata”, è proprio il caso di dirlo, dalle innumerevoli trasmissioni televisive dedicate all’argomento. Tra un fatto di moda e una vera passione, spesso nata in famiglia e tramandata di padre in figlio, il divario è decisamente notevole. Saper fare una distinzione tra queste due posizioni dell’animo e avere la certezza che il proprio orientamento per il futuro sia durevole e ben motivato è fondamentale per studiare cucina con la certezza di poter diventare un grande chef o un pasticcere di fama.

Gastronomia come cultura
Diventare chef professionista è un percorso che richiede impegno. Una scuola di cucina di alto livello prevede circa 8 mesi di frequenza full time e una quota di iscrizione che, tuttavia, si trasforma in un investimento per il futuro. Chi sceglie questa carriera per passione non lo fa spinto da un interesse mediatico ma dal desiderio di scoprire il lato culturale della gastronomia, restituendo alla professione un ruolo sociale, tornando alla sacralità del cibo che non fa distinzione, se ben cucinato, fra una preparazione da nouvelle cuisine o un più popolare ma altrettanto squisito piatto di pasta e vongole. Studiare cucina seriamente significa essere informati e dediti al recupero di concetti fondamentali quali la biodiversità, la filiera, la ricerca di produttori d’eccellenza.

Come riconoscere la vera passione
Il più delle volte sapere se la scelta di diventare chef e di studiare cucina nasce da una passione o da una moda non richiede un esame introspettivo. La passione è un sentimento forte, difficile da combattere e da negare, capace di farti affrontare sacrifici e difficoltà ma, sempre, accompagnato da quell’impressione di libertà e di piacere che solo chi ama il proprio lavoro ha la fortuna di sperimentare. Al pari di un pittore o di un musicista, quindi, diventare chef e intraprendere con serietà una scuola di cucina significa dedicarsi con impegno a una vera e propria arte.

Scuola di cucina come scuola di vita
Studiare cucina e farlo seriamente in una scuola di cucina di elevata professionalità richiede sacrifici sia fisici sia mentali ed è un’esperienza difficilmente tollerabile da chi si avvicina alla gastronomia per moda. Diventare chef significa, infatti, anche lavorare su sé stessi, imparare a rispettare gli altri e a condividere il lavoro e lo spazio. Occorre velocità ma anche una buona dose di umiltà e la capacità di sognare in grande e di mettercela tutta per raggiungere gli obiettivi prefissati. Studiare cucina è tutto questo e sottintende una tensione continua verso il miglioramento.