Mancano pochi mesi alla fine dell’anno scolastico 2016/2017, il Miur ha fissato al 21 giugno l’inizio degli esami di maturità con la prova d’italiano, mentre il 22 giugno sarà la volta della seconda prova che per gli studenti degli Istituti professionali per i Servizi Enogastronomici e l’Ospitalità Alberghiera riguarderà la materia “scienza e cultura dell’alimentazione”. Giocando d’anticipo, questo è senza dubbio il periodo migliore per iniziare a guardarsi intorno e capire cosa fare una volta ottenuto il fatidico “pezzo di carta”.

Se da un lato il mondo dei fornelli è tra i più generosi in fatto di opportunità per i giovani (secondo Unioncamere ogni anno nelle cucine italiane ci sono circa 23 mila posizioni aperte), dall’altro richiede sempre più competenze specialistiche e super qualificate, motivo per cui buttarsi nel mondo del lavoro senza la giusta preparazione può risultare un salto nel vuoto.

Seppure siano tanti gli istituti professionali statali di ottimo livello, in quasi tutti si sconta il gap pratico, cioè le poche ore di laboratorio affrontate durante i cinque anni di studi e questo, per un mestiere basato sulla manualità e sul rapporto con le materie prime, è un problema che va preso di petto. In che modo? L’esperienza e le tante storie di successo finora raccolte ci dimostrano che una scelta vincente sia intraprendere subito dopo il diploma un percorso di alta formazione culinaria in cui le competenze pratiche subiscano una decisiva accelerata.

L’obiettivo è fornire in pochi mesi il background necessario per diventare cuochi o pasticceri preparati sia sotto il profilo tecnico-pratico che teorico-scientifico. Non solo: alta formazione significa anche ingresso nel mondo del lavoro in modo veloce e sicuro grazie alla possibilità di attivare stage, sia in Italia che all’estero, con le principali insegne della ristorazione.

E a proposito di grandi nomi, molto interessante è il consiglio ai giovanni che dà Giorgio Nardelli, executive chef di fama meglio noto come il “professore dei fornelli” per aver dedicato una vita all’insegnamento: “Ai ragazzi ho sempre suggerito di non fermarsi alla scuola alberghiera ma di proseguire verso percorsi di alta formazione come quelli proposti dal Campus Etoile Academy. Il rettore Rossano Boscolo ha avuto la lungimiranza di riqualificare il format dell’insegnamento mixando laboratori e tecnologie d’avanguardia con i saperi storici dell’arte culinaria”.